Menu

Benvenuti!

L’altro giorno sono passato in libreria e mi è capitato tra le mani un titolo di Raymond Carver, più precisamente Vuoi star zitta per favore?.

Rigirandolo tra le dita, molto ben disposto ad acquistarlo, sono stato assalito dal solito dubbio: ma non è che ce l’ho già?
Insomma, non ricordavo se l’avessi già acquistato e, soprattutto, se l’avessi già letto.

La grafica della copertina, una splendida illustrazione dell’amico Alessandro “Shout” Gottardo, non mi ricordava nulla, e nemmeno le prime righe che mi sono messo a leggere sono riuscite a risvegliare qualche ricordo. Ero certo di avere Cattedrale e anche Da dove sto chiamando, mi pareva di avere anche Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, ma questo proprio no, non me lo ricordavo. Buio pesto nella memoria.

E così, pagando alla cassa (sì, alla fine l’ho comprato e no, in effetti non ce l’avevo), ho deciso di mettere un po’ d’ordine nella mia testa, o meglio di aiutare la mia precaria memoria catalogando i libri della mia piccola ma amata libreria. Nulla di straordinario, solo buttar giù un elenco di autori e titoli, giusto per non ritrovarmi incartato al prossimo acquisto.

Ma ripassando in rassegna i volumi, mi sono accorto con un certo dispiacere che di molti non ricordavo praticamente nulla, a parte il titolo. Poco o nulla della trama, ancor meno dei personaggi.  Ahhhh maledetta memoria!

E allora, tra i volumi impolverati, ho preso un’ulteriore decisione: metter su, pian piano, uno spazio in cui scrivere di quello che leggo, per aiutarmi a ricordare, anche a distanza di tempo, quello che l’autore con la sua storia, il suo stile e i suoi protagonisti mi ha lasciato: una frase cult, un dialogo brillante, una scena emozionante, un paesaggio incredibile, insomma tracce di narrativa da fissare sulla pagina, pardon sui pixel, di questo blog e condividerle con chi vorrà leggerle e commentarle.

Leggere mi è sempre piaciuto, come mi sono sempre piaciuti i font tipografici (adoro i font), posso entusiasmarmi per un racconto breve come per un romanzo di formazione, e penso che scrivere dei dialoghi che funzionano sia una dote eccezionale.

Qualche autore nella mia personale top chart? Mmmh, allora direi sicuramente Hemingway, Richler, Steinbeck, Ellroy per i dialoghi, Céline e Vonnegut per come raccontano la follia della guerra, i racconti di Carver (magari si era già capito), Kerouac e Salinger che mi hanno fatto viaggiare stando fermo, Bukowski perchè da studente lo adoravo, Stephen King per la prolifica genialità. Ma sicuramente ne dimentico altri.
Tra gli italiani, che leggo meno lo confesso, da ragazzo mi era piaciuto molto De Carlo di Due di due, anche Nori del periodo Bassotuba non c’è, Buzzati e Calvino perchè scrivevano da dio e Vitaliano Trevisan dei Quindicimila passi. Recentemente ho apprezzato molto Qualcosa sui Lehman di Stefano Massini, e mi aveva appassionato Romanzo criminale di De Cataldo. Ma sicuramente ne dimentico altri, sorry guys.

Onestamente devo anche dire che  ho creato questo blog perchè, dopo aver ricevuto tanto da tutti loro, mi sembrava giusto in qualche modo ringraziare e omaggiare gli scrittori e gli editori  che con il loro duro lavoro hanno saputo aprirmi la testa e riempirla di tante belle cose. Grazie di cuore.

Mi chiamo Nicola, per gli amici Nick.